Chum – Cambogia“Questa è la mia terra”

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Chum_Cambogia

Banner_contadinaAccesso alla terra garantito alle donne

Chum Sivphem ha 38 anni. Vive nel villaggio di Kampot, in Cambogia. “Mi sentivo come una rana in un pozzo”- così si descrive Chum, ricorrendo a un proverbio locale che la gente usa per descrivere una vita senza vie di uscita.

Ogni giorno Chum subiva violenze e soprusi da parte di suo marito che era geloso e alcolizzato.

Nessuno rispettava me e le mie opinioni. Vivevo con un’autonomia limitata, tra violenze e ingiustizie, senza poter far sentire la mia voce. Ero una donna povera, ecco perché!” – racconta Chum. – “Mio marito e i funzionari statali violavano costantemente i miei diritti: mi era negato tutto, anche la possibilità di coltivare la mia terra.”

“Una parte del terreno che la mia famiglia ha da sempre coltivato è stata assegnata a un uomo molto ricco dalle autorità locali, così che potesse costruire la sua casa nuova” – continua Chum. -“Su un’altra area di mia proprietà è stato espropriato per costruire una scuola. Le autorità mi hanno pagato solo 1 milione di Riel (circa 200 euro) a titolo di risarcimento. Il denaro era così poco che non potevo nemmeno permettermi di comprare un altro pezzo di terra da coltivare.

Le giornate di Chum erano tristi e il futuro sembrava senza via d’uscita. Prima il lavoro nei campi e poi quello a casa: cucinare, pulire, andare al pozzo a raccogliere l’acqua e prendersi cura dei bambini.

Il cambiamento per Chum inizia quando incontra uno degli attivisti di HRDSCO, il partner locale di ActionAid.

“Gli ho fatto vedere il terreno agricolo che mi avevano sottratto “ – ricorda Chum. – “E mi ha subito suggerito di fare domanda di registrazione a mio nome dei terreni che ancora potevo utilizzare, per evitare che mi venissero sottratti.”

“Così ho iniziato a partecipare a dei corsi di formazione per rafforzare le mie conoscenze di gestione domestica e famigliare e sviluppare competenze nuove in agricoltura e sul rispetto dei diritti umani. Oggi sono anch’io un’attivista di HRDSCO e insegno agli altri membri della comunità come diventare parte attiva del cambiamento.”

Sono oggi 730 le famiglie che in 9 villaggi hanno ottenuto il riconoscimento dei titoli di proprietà della terra dalle autorità locali. Altre 1.437 famiglie in 14 altri comunità hanno fatto domanda e stanno aspettando i documenti ufficiali.

“Sono molto grata a ActionAid e a HRDSCO per aver creduto in me e per avermi aiutata a diventare la nuova persona che sono oggi” – ribadisce Chum. – “Ora vivo felicemente con la mia famiglia. Ho usato le competenze agricole per coltivare ortaggi e riso sulle mie terre. Ora tutti i miei quattro figli vanno a scuola. E so come farmi rispettare da mio marito, che ora mi ascolta e mi rispetta. Non sono più una rana in un pozzo”.

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